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Ipotesi di variazione del PIL settimanale italiano da Gennaio ad oggi e commento sulla situazione economica

Buongiorno! Come avevo anticipato alcune settimane fa ho provato ad ipotizzare l'evoluzione del PIL italiano su base settimanale, dall'inverno ad oggi.
Ecco il grafico: https://i.imgur.com/uBkq1Di.png
Con Q4 2019 intendo l'ultimo trimestre dello scorso anno che ho usato come base.
Quali fonti ho utilizzato? I cosiddetti indici per il nowcasting: l'indice mensile di produzione industriale e nelle costruzioni, le vendite al dettaglio, i dati sul commercio estero, sul fatturato e gli ordinativi dell'industria e sulla fiducia di imprese e consumatori, sui consumi elettrici (questi giornalieri), di gas e petroliferi, sulle immatricolazioni di automobili e dei veicoli commerciali/industriali, i dati Nielsen sulle vendite nella GDO (questi settimanali), i dati sul traffico autostradale che purtroppo si fermano a Giugno venendo pubblicati con svariati mesi di ritardo, i report di mobilità Google, l'indice PMI (Purchasing Managers Index, non piccole medie imprese - a scanzo di equivoci per qualche vice-ministro) per il settore manifatturiero e per i servizi. Oltretutto ho preso a modello i dati del PIL mensile inglese, in quanto il Regno Unito è una delle pochissime nazioni al mondo (un'altra il Canada) a rilasciare stime mensili (affidabili sì ma non del tutto - sono stimate solo col metodo lato produzione mentre le stime preliminari trimestrali sono la media tra questo ed il lato spesa) e quindi, seppur prendendole con un giusto pizzico di sale e ribilanciandole in virtù della differente composizione dei settori economici sul totale e dello sfasamento temporale nelle misure anti-pandemiche, credo possano essere un proxy affidabile per il computo che ho effettuato.
I numeri ovviamente non possono essere completamente affidabili - non avendo appunto nemmeno i dati mensili italiani del PIL a disposizione - sarebbe bene tenere a mente una banda di confidenza di 2-3 punti, specie più l'indice si allontana da 100; detto questo, nel complesso i numeri non sono campati per aria: facendo la media delle settimane di un singolo trimestre e poi calcolando la variazione rispetto alla media di un altro, si ottengono pressoché le stesse variazioni fornite dall'Istat, così come per la contrazione dell'insieme dei primi tre trimestri dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2019. Ovviamente non è assolutamente nulla di ufficiale, l'ho appunta definita ipotesi (una educated guess, per dirla all'anglosassone) e non stima poiché queste ultime le fa l'Istat coi propri modelli statistici e coi riscontri informativi diretti di cui loro possono disporre. Sono benvenute qualsiasi tipo di osservazioni o aggiunte riguardo il grafico o il resto del discorso.
Partiamo da Gennaio quindi con un breve riassunto dei fatti principali. Sentiamo di questo virus la cui forma rassembra una corona, ma nulla di troppo grave - finirà nel nulla per noi com'è successo per la Sars. A Gennaio va detto sembrava in atto una genesi di una qualche ripresa per l'industria europea come mostravano i dati del relativo indice PMI tedesco, ma anche italiano, con qualche riflesso nella produzione effettiva (inoltre certe linee produttive sospese in Cina vennero girate in Europa). A Febbraio si ha la certezza dell'arrivo nel nostro continente di quello che nel frattempo, l'11 per la precisione, era già stato denominato COVID-19. La prima vittima economica è il traffico aereo seguito in misura minore dalla ristorazione (chi aveva la sfortuna di gestire un ristorante cinese/giapponese invece era già da inizio mese che arrancava parecchio, come riportano numerosi articoli di giornale del tempo ed anche la mia esperienza personale). Certo che però tutto fa brodo e per un'economia che già stava affrontando una crescita asfittica come quella italiana si fa presto ad entrare in contrazione, e direi con sicurezza che ciò sia avvenuto nel corso dell'ultima settimana di Febbraio con le prime zone rosse al Nord, se non addirittura la penultima. Tra le ultime due settimane di Febbraio e fino alla metà di Marzo si registra un fortissimo aumento nelle vendite della GDO che almeno inizialmente posssono aver attutito la contrazione di PIL.
A Marzo, il 4, scuole ed università vengono chiuse in tutto il paese, il DPCM del 9 chiude bar, ristoranti, negozi, centri commerciali e l'11 viene decretato il famoso lockdown. Rimando qui per un'analisi cronologica delle misure governative anti-pandemia. A mio avviso l'Italia chiudeva la seconda settimana del mese con una perdita cumulata di oltre una dozzina di punti di PIL ed almeno altri 7-8 la settimana successiva. Molte imprese nell'industria avevano interrotto l'attività già nella prima metà del mese, sia per casi di contagio sia per mancanza di commesse. Le cose peggiorano di gran lunga a fine mese, quando il 22 viene decretata la chiusura delle attività manifatturiere non essenziali, dell'edilizia e del terziario che non era già stato bloccato dalle disposizioni di inizio mese.
Si entra nel mese di Aprile con l'ingranaggio economico nazionale che già girava al minimo. Direi che il picco minimo sia stato toccato nella settimana dopo Pasqua, con un calo del 30% rispetto ai livelli pre-Covid. In quella settimana le vendite nella GDO segnano un brusco calo, per lo sfasamento della Pasqua rispetto allo scorso anno, per l'utilizzo delle scorte accumulate nelle settimane precedenti ed oltretutto credo che per le festività molte famiglie possano aver incrementato i consumi alimentari in vista del pranzo pasquale in famiglia. È interessante far notare che è stata la fase di contrazione di PIL più breve in assoluto fra le recessioni (dovrebbe essere durata massimo 7-8 settimane mentre quella del 2008-09 durò 15 mesi e quella del 2011-13 ne durò 20) ma anche la più intensa di sempre, con nessun paragone possibile in tempo di pace. Certe imprese tuttavia, magari con qualche aggiustamento nei codici Ateco, riescono a riaprire già verso la metà del mese (suggerisco la visione di questo pdf dell'Istat per dei dati in merito alla sospensione ed al riavvio dell'attività aziendale). Il vero primo grande rialzo lo si avrà dal 27, quando fu autorizzata la riapertura delle imprese manifatturiere esportatrici. Considerando l'indotto direi che ciò ha comportato l'immediato recupero di 4-5 punti di PIL.
A Maggio, con la riapertura del resto dell'industria e dell'edilizia il 4, direi che siano stati recuperati nelle due settimane successive più di una decina di punti di PIL. Ovviamente progressivamente, con il ritorno degli ordinativi e quindi del lavoro, in presenza ancora di un enorme numero di addetti in cassa integrazione. Il 18 vengono riaperti negozi ed attività di somministrazione di cibo e bevande. Qui direi che spalmati sino alla prima settimana di Giugno vengano recuperati quasi altrettanti punti rispetto alla prima metà del mese. All'inizio di Giugno vengono riavviati i movimenti fra regioni e le ultime attività ancora sotto restrizioni. Il turismo all'inizio stenta la ripartenza - la paura del contagio è ancora forte, molti hotel ancora sono chiusi e/o magari si stanno informando sulle procedure per un riavvio in sicurezza, certe persone magari attendono di conoscere il funzionamento del bonus governativo per incentivare i flussi turistici interni. Si registra già un forte rimbalzo delle vendite al dettaglio, quasi ai livelli pre-Covid, per effetto dell'avvenuto acquisto dei beni durevoli o semidurevoli la cui vendita era stata impossibilitata dalle restrizioni, oltre ad un altro aumento nella produzione industriale.
A Luglio continua il recupero dell'economia. In particolare riparte con relativo vigore il settore turistico e ricettivo, oltre alla ristorazione. I consumi elettrici a fine mese recuperano i livelli normali per il periodo, l'economia torna ad una certa normalizzazione, specie nella seconda metà del mese; allo stesso tempo tra l'altro l'uso delle mascherine diviene abbastanza rarefatto fuori dai mezzi pubblici, dai negozi ecc. Vi è in generale un rilassamento nelle misure anti-contagio sia da parte delle istituzioni sia da parte delle persone. Il picco massimo del PIL direi che sia stato toccato nella seconda metà di Agosto, presumibilmente verso la terza settimana. Rispetto ai livelli pre-Covid credo che in quel momento il calo potesse essere solo il 3% o giù di lì. Ad Agosto si registra un forte aumento nella produzione industriale, che era tornata praticamente ai livelli pre-Covid. Ciò è in gran parte dovuto alla decisione di molte aziende di ridurre le ferie rispetto allo scorso anno (ad esempio da 3 a 2 settimane, o da 2 a 1) per recuperare la produzione persa durante il lockdown. In generale i mesi di Agosto degli ultimi anni hanno sempre registrato un aumento della produzione più forte della media. Ritengo ciò sia dovuto alla progressiva internazionalizzazione negli sbocchi della produzione (gli altri paesi non hanno la tradizione delle canoniche ferie agostane) e per l'aumento della produzione c.d. just in time: se rispetto alla media annuale la produzione industriale è di un quinto più bassa rispetto al 2007 (per perdita di capacità produttiva piuttosto che per mancanza di utilizzo degli impianti, in vero), il mese di Agosto di questi ultimi anni ha segnato un calo mediatamente del 10%; mentre è pressoché sui livelli dell'Agosto 2000 quando il resto dei mesi è ancora di quasi un quinto inferiore (l'andamento del valore aggiunto è migliore di quanto sembri guardando la produzione: questo è indice di un aumento del valore unitario dei beni prodotti). Ciò mostra che questo processo prosegue da due decenni seppur con una logica accelerazione nel periodo più recente. Anche l'edilizia continua la ripresa avviata nell'ultimo biennio ed ha mostrato un forte recupero ad Agosto con livelli produttivi ai massimi da fine 2012, presumibilmente anche in questo caso per una riduzione nelle ferie. Per quanto rimanga un settore estremamente depresso rispetto alla media storica.
Da segnalare il recupero del settore automotive: da Giugno la produzione del Jeep Compass è iniziata anche in Italia (prima era prodotto in Messico anche per il mercato europeo) ed a Melfi si lavora al limite della saturazione dell'impianto con oltre 1500 autoveicoli al giorno come non succedeva dalla messa fuori produzione della Punto nell'estate 2018. Anche i furgoni di Atessa stanno viaggiando al massimo; a Pomigliano la linea della Panda lavora a pieno ritmo mentre nell'area dell'impianto dove si produceva l'AR 147 fino ad un decennio fa si stanno installando le linee per la produzione della nuova Alfa Tonale. A Cassino la situazione è decisamente peggiore con la Giulietta che sta uscendo fuori produzione, in attesa del restyling di Giulia e Stelvio e della messa in produzione del Maserati Grecale. A Mirafiori, negli ultimi tempi parecchio in sofferenza, queste ultimissime settimane è entrata in produzione la 500 elettrica, prima di questo genere ad essere prodotta in Italia, e gli ordinativi a quanto ho letto al momento sembrano buoni rispetto alle attese - perlomeno grazie ai generosi incentivi. In ogni caso spero che Stellantis punti di più sull'Alfa Romeo e sforni nuovi modelli per un gamma più solida, dal segmento B (dove si parla di un nuovo Suv) a quello E dove avevano pensato ad un Suv per il mercato americano e cinese. La gamma Maserati col Grecale sarà invece molto buona e mi auguro trovi riscontro nelle vendite. Il settore degli elettrodomestici, con l'eccezione dell'impianto Whirpool di Napoli, sta mediamente lavorando a ritmi che non si vedevano dall'inizio del decennio.
A Settembre il recupero dell'economia si ferma, assistiamo al primo calo della produzione industriale (da segnalare che ad Agosto il fatturato era cresciuto meno della produzione - questo implica ricostituzione delle scorte che erano crollate nel secondo trimestre, ma in parte invece ciò è anche dovuto, stando al report dell'indice PMI manifatturiero, alla pressione deflattiva nei prezzi dei beni da parte delle imprese italiane, per mantenere o guadagnare quote di mercato - politica permessa grazie alla flessione anche dal lato dei prezzi alla produzione); il trasporto aereo peggiora ulteriomente rispetto al lievissimo recupero estivo, a fine mese i flussi turistici tornano al palo. La flessione nel consumo di prodotti petroliferi a Settembre segna un calo del 7,5% (seppur con un giorno lavorativo in più), dovuti però per oltre l'80% alla flessione del kerosene (il carburante degli aerei) ad uso civile, mentre depurato da questo il calo si fa molto meno grave. In particolare al netto del lavoro da remoto e dei miglioramenti nell'efficienza del consumo, il livello di traffico veicolare a Settembre dovrebbe essere stato quasi ai livelli dello scorso anno, in particolare nel trasporto merci (parecchie aziende di autotrasporto che rinnovano le flotte lo fanno acquistando camion alimentati a GNL in virtù degli incentivi pubblici, inoltre in Germania non pagano il pedaggio autostradale).
Ad Ottobre abbiamo la vera e propria recrudescenza (o meglio l'esplosione di questa dopo due mesi di continui rialzi nei casi) del virus con l'arrivo a pieno della seconda ondata e quindi dei relativi effetti, prima psicologici/sanitari (difficilmente si faranno le stesse cose che si facevano con 200 contagiati al giorno se si iniziano a sentire migliaia di casi giornalieri). Da notare che a partire da Settembre Terna sta pubblicando l'indice IMCEI (Indice Mensile Consumi Elettrici Industriali - raggruppa i consumi elettrici ad uso industriale di 530 imprese particolarmente energivore) che una volta corretto con la differenza nei giorni lavorativi del mese ha segnato sinora un forte grado di correlazione con la produzione industriale effettiva nel corso del 2020. Ad Ottobre secondo questo indice ci sarebbe stato un recupero produttivo rispetto a Settembre, da vedere ora se i dati Istat confermeranno ciò o meno. Il resto dell'economia ha indubbiamente segnato il passo nel corso del mese, in particolare quella legata al settore ricettivo, della somministrazione di alimenti/bevande e dei trasporti in generale.
Col mese di Novembre va da sé che le mie ipotesi sono parziali e potenzialmente inaffidabili. Realisticamente la nostra economia al momento è al livello dei primi giorni della settimana di Marzo e dell'ultima decade di Maggio. Ora che molte più regioni sono in zona rossa credo vi possa essere un'ulteriore perdita di 2-3 punti di PIL, attribuibili alla caduta della spesa e dell'attività nel comparto dei servizi. In queste ultime settimane, da metà Ottobre, si sta registrando di nuovo però un forte aumento nelle vendite della grande ditribuzione, sia per l'effetto scorte come a fine Febbraio sia come effetto sostituzione dei mancati pasti consumati fuori casa, cosa che come allora uò attenuare, temporaneamente, la contrazione dell'economia.
Ora un'analisi personale sulla situazione economica. Nel commentare la perdita di PIL introduco tre effetti: effetto "integrale", effetto "pandemia" ed effetto "crisi". Il primo l'ho denominato integrale proprio in virtù della definizione stessa del relativo operatore matematico. La perdita del PIL che associo a questo effetto è quella dovuta alle restrizioni decretate dai governi, di e limitatamente alle aziende che altrimenti avrebbero continuato a produrre, di negozi che altrimenti avrebbero continuato a vendere i propri beni o servizi. Quindi immaginando il PIL come una funzione continua abbiamo questo enorme dislivello che però viene recuperato quando tali restrizioni terminano. È questo effetto che spiega buona parte del calo del PIL di quest'anno e del forte recupero previsto per il prossimo in tutti i paesi europei.
Il secondo effetto è quello più strettamente legato alla crisi sanitaria. Ovvero che concerne sia i settori solo parzialmente toccati dalle restrizioni sia quelli che per funzionare richiedono l'assenza di qualsisi crisi sanitaria (es. le discoteche, certi tipi di fiere, il trasporto di massa, specie aereo, ecc.) dove, a prescindere dalle azioni che i governi possano intraprendere, per riprendere a funzionare devono giocoforza attendere la definitiva scomparsa del virus. Un altro esempio può essere proprio la ristorazione: nei momenti clou della pandemia i ristoranti potrebbero anche essere lasciati aperti, ma difficilmente faranno grandi numeri, specie in certe aree, anche solo da permettere all'apertura stessa di essere economicamente conveniente per i ristoratori.
Il terzo è quello crisi. Crisi economica da definizione, che comporta calo dei consumi dovuto al calo nei redditi e di riflesso, calo nella produzione e crisi nell'offerta. La crisi infatti è stata originata da un doppio shock offerta e domanda, che si sono avvitate vicendevolmente per dare il via ad un circolo vizioso recessivo.
Esempio calzante: le immatricolazioni di auto. Queste riguardano sia il primo sia il terzo effetto. Ad Aprile queste hanno segnato -98,5%. Ovviamente questo è un dato ridicolo e quasi completamente spiegabile dalla chiusura dei concessionari, alla luce del fatto che in altre gravi crisi (2008 e 2012) su base tendenziale le vendite di auto non hanno mai superato il 30% di perdita. Infatti via via che i concessionari hanno riaperto le immatricolazioni si sono progressivamente stabilizzate sulla via dei livelli dello scorso anno anche prima dell'introduzione degli incentivi governativi. Beh, però le auto che sono state perse da Marzo a Maggio non sono state recuperate visto che se il mercato questi ultimi mesi è al livello dell'anno scorso, sostenuto poi dagli incentivi, non è tuttavia ad una crescita tale da compensare quanto perduto. Questo è proprio il terzo effetto che ha portato certe persone a rinunciare all'acquisto di un nuovo autoveicolo o più auspicabilmente a rimandarlo a tempi a loro migliori. Un altro caso sono le compravendite di immobili. L'Istat ci dice che rispetto al secondo trimestre 2019 segnano un calo del 27,2%, ovviamente come media tra la prima metà del trimestre che avrà visto un numero di rogiti risibile ed un Giugno in cui invece è stata recuperata la stragrande maggioranza delle vendite sospese causa chiusure delle trattative e dei notai. Quindi anche questo settore è tornato sulla via della normalizzazione una volta rimosse le chiusure.
Le mega perdite delle economie europee nel secondo trimestre sono principalmente ascrivibili al primo effetto, ma nel terzo trimestre direi che è il secondo ed il terzo a farla da padrone. Alla luce del fatto che in estate era praticamente stato riaperto tutto (in Italia persino le discoteche...) ad eccezione in teoria di quei settori il cui riavvio è giudicato incompatibile con la pandemia in corso. La Spagna è un fulgido esempio di paese tirato giù dal secondo effetto che ho presentato e dalle conseguenze nel terzo effetto che perdere una parte abbastanza considerevole della propria economia crea (specie nel lato redditi visto che i tre effetti sono estremamente collegati) rispetto all'Italia più industriale e alla Francia (la quale ha avuto un rimbalzo fortissimo) avente molto più terziario corporate/avanzato che può essere facilmente eseguibile da remoto. E nel turismo l'Italia e la Francia sono state avvantaggiate sia dall'avere una classe media numericamente forte almeno rispetto ad altri paesi più piccoli affacciati sul Mediterraneo, sia dall'essere più comodamente raggiungibili in auto dalla Germania/Paesi Bassi/Svizzera ecc., fattori che hanno comportato un andamento del settore turistico e di riflesso della ristorazione nettamente migliori di quanto possano averlo registrato mete con un bacino interno limitato e che di solito vengono raggiunte in aereo dai turisti. Assolutamente notevole che l'Italia (come la Francia) abbia visto addirittura aumentare l'avanzo ad Agosto nel comparto dei servizi (dato principalmente dalla bilancia nel comparto turistico fra spese ricevute nel paese da stranieri e spese effettuate da connazionali all'estero). La Spagna ha invece registrato un crollo nell'altrimenti fortissimo avanzo estivo nel comparto turistico; la Germania ha registrato un deficit molto più contenuto del solito per via del fatto che molti tedeschi sono rimasti in patria o hanno fatto vacanze meno costose, magari più vicino casa. Come accennavo sopra, il paese che manda più turisti in Spagna è il Regno Unito, ed essi arrivano per aereo; mentre in Italia sono i tedeschi con l'auto come mezzo principale. Per inciso, che la dice lunga sulla scarsa competitività del nostro settore turistico, negli anni scorsi la Spagna ha registrato un avanzo bilaterale di oltre 10 miliardi di dollari nelle spese turistiche col Regno Unito mentre l'Italia meno di un miliardo. Persino con la Germania l'avanzo turistico spagnolo è più alto del nostro. Solo nel 2018-19 la spesa degli stranieri (nel PIL è iscritta, appunto, come esportazione di servizi) in Italia era tornata sopra i livelli dell'anno 2000. Su questo ci sarebbe da aprire un discorso a sé.
Poi almeno in Italia c'è stato un grande gap tra i posti che lavorano principalmente col generoso turismo americano ed asiatico (penso alle città d'arte, Costiera Amalfitana ecc.) e le località che si reggono di più su un turismo domestico o transalpino come molte località balneari, i laghi ed in particolare la montagne alle quali di certo non ritengo sia andata male, almeno da numerosi articoli che ho avuto modo di leggere e dalla mia vacanza estiva. Di certo nel complesso rispetto allo scorso anno c'è stato un calo, anche considerevole, ma obiettivamente migliore di quanto ci si potesse aspettare a Marzo/Aprile quando ricordo fu nel dibattito di limitare gli spostamenti fra regioni per il resto dell'anno. Ma ad ogni modo questo non è significativo per stendere trend di medio-lungo termine: alla fine l'epidemia passerà ed anche il secondo effetto verrà eliminato. Quindi le vere conclusioni si dovranno stendere nell'anno successivo alla scomparsa del virus.
I paesi scandinavi sono quelli che faranno meglio di tutti a mio avviso - anche nel breve-medio termine, ma non tanto per via del primo effetto (come sostengono gli oppositori ad ogni costo delle restrizioni governative) che come abbiamo visto tendenzialmente viene recuperato, ma bensì perché il peso del secondo effetto nelle loro economie è molto limitato e ciò di riflesso limita anche l'effetto crisi. Oltretutto sono economie estremamente competitive e flessibili, capaci di adattarsi bene agli shock esterni. Credo che la crescita del resto della loro economia controbilancierà il PIL automaticamente perso per il secondo effetto e quindi questi paesi saranno i primi in Europa occidentale a tornare ai livelli pre-Covid, forse anche prima della totale debellazione del virus escludendo ulteriori recrudescenze. Per i Paesi Bassi il discorso è molto simile, tanto più visto che sono estremamente integrati coi paesi confinanti e come principale polo logistico sono decisamente influenzati dalla congiuntura. Anche la Germania è particolarmente ammirevole, visto che il calo tendenziale nell'industria è ancora pesante (producendo moltissimi beni strumentali il cui ciclo deve ancora riavviarsi, in giro per il mondo). Il Regno Unito è invece stato parecchio colpito pur beneficiando della riduzione delle spese degli inglesi all'estero. Ora incombe anche la Brexit ed il pericolo No Deal. Ad ogni modo sono il nostro quarto/quinto partner nell'export e salgono ulteriormente considerando l'avanzo commerciale. Ben 13 miliardi all'anno, alternano la seconda posizione con la Francia e la Svizzera - personalmente auspico che le trattative possano concludersi bene per ambo le parti, specialmente alla luce appunto dell'importanza del paese verso la nostra economia.
In ogni caso l'andamento economico e confronti con altri paesi meritano di essere commentati anche assieme al lato fiscale-finanziario ed all'evoluzione del deficit e dei debiti pubblici. Questo aspetto, che merita un'analisi approfondita, lo tratterò nella prossima primavera quando usciranno i dati completi sul 2020 a livello comunitario.
Sul risparmio delle famiglie occorre spendere alcune parole. È aumentato fortissimamente in un po' tutta Europa ed anche in Italia (si guardino solo i numerosi articoli sui boom delle giacenze nei CC come controprova). In Italia dalla media del 10% ha toccato il 20% nel secondo trimestre, in Germania e Francia è passato rispettivamente dal 18% e dal 14% a quasi il 30% grazie alla miglior tenuta del denominatore, i redditi. In genere non succede così, solitamente aumenta in modo molto minore durante le crisi per effetti soprattutto psicologici - in Italia nel 2009 e nel 2012-3 avvenne addirittura il contrario, cioè una contrazione del tasso di risparmio durante la crisi (qui entra in campo anche l'aspetto culturale di ogni paese, magari in Italia si preferisce mantenere costanti i consumi, più dipende da quanto essi siano sostenuti da prestiti finanziari ecc.) mentre fu parzialmente ricostituito nel 2014 a recessione conclusa. La situazione attuale è assolutamente inedita nella storia economica contemporanea e trova paragoni solo negli USA della seconda guerra mondiale quando i soldati percepivano un salario che non avevano pressoché modo di spendere ed in patria mancava proprio la fascia demografica al tempo più propensa al consumo e ciò determinò un grande aumento del risparmio collettivo che fu una delle ragioni del boom economico successivo (don't hold your breath - fu solo uno delle cause che per il resto ora latitano del tutto). Ciò è dovuto non solo al voler risparmiare in vista di tempi migliori, ma soprattutto alla situazione sanitaria ed alle restrizioni governative che nei fatti reprimono il consumo in molti settori, ed anche a fenomeni come il lavoro da remoto che permettono sostanziali risparmi nelle spese obbligate, con aumento di disponibilità economica da girare poi ovunque possa essere più consono alle preferenze dell'individuo. Legandosi alla sostanziale flessione nel prezzo dei carburanti dovremmo vedere un risparmio di svariati miliardi di euro solo dalla diminuzione della spesa per tale fine; questo è un caso di netto positivo per il paese perché se da un lato distributori e raffinerie vedono diminuire il lavoro, dall'altro assistiamo a una flessione nel disavanzo commerciale energetico ed ad un aumento della disponibilità economica delle famiglie da destinare a consumi meno obbligati rispetto al carburante.
Dall'altro canto come dicevo in Italia però si è registrata contemporaneamente una decisa contrazione nel reddito disponibile per le famiglie, dovuta principalmente alla forte incidenza di autonomi sul totale degli occupati in Italia e quindi alla forte rilevanza della quota capitale e reddito misto che, a dispetto di certe narrazioni, è così larga per via dell'inclusione nella seconda categoria del reddito degli autonomi, molto esposto alla congiuntura economica e difficilmente reintegrabile dalle azioni governative, almeno non con la copertura che può essere fornita ai lavoro dipendenti ed alla quota salari. In generale la relativa tenuta dei redditi in giro per il mondo è dovuta alle misure di sostegno statali. In ogni caso questa forte accumulazione di risparmio è salutare e può essere una fonte di finanziamento per la ripresa definitiva post-Covid.
Tutto sommato il recupero dell'economia italiana è stato parecchio buono. Il giorno in cui sono usciti i dati sul PIL avevo preparato il titolo per il post su italy qualche minuto prima (anche se questi ultimi trimestri il sito dell'Istat fa lo scherzetto di andare in DDos per colpa di quelli come me, mentre ai giornalisti il dato arriva comunque con un telegramma che io sappia) e quando faccio così di solito scrivo il dato che mi aspetto per vedere di quanto vado lontano. Io avevo scritto "+13,5% sul trimestre precedente" (Bankitalia aveva previsto +12%) venendo appena dopo smentito, quindi senza ombra di dubbio anch'io ne sono stato sorpreso in positivo. È però solo un trimestre e come vediamo la situazione a livello pandemico è ancora durissima. Basta poco per tornare a fondo. Adesso possiamo sperare che i primi remoti segnali di flessione nella pendenza della curva trovino conferme e sia possibile un Dicembre con qualche restrizione in meno, pur nella consapevolezza che l'inverno non solo è lungo, ma deve ancora iniziare.
Un dato interessante sulla produttività: nel secondo trimestre su base annua ha segnato una crescita del 5,2%, a ritmi che non si vedevano dagli anni '60. Ciò dipende dal fatto che i settori più colpiti dalle restrizioni sono mediamente quelli a più bassa produttività e quindi ad un calo brusco nelle ore lavorate sul totale è associato un calo proporzionalmente meno intenso della quota del relativo valore aggiunto settoriale. Già direi con un ottimo grado di sicurezza che nel terzo trimestre vedremo un forte rallentamento nella dinamica della produttività, ed invece una sostanziale ripresa specie questo trimestre, dove sono state sospese le attività a più basso valore aggiunto mentre il resto dell'economia è aperto. Cosa ci dice questo per le dinamiche di medio-lungo termine? In realtà al momento quasi nulla, stante l'assenza di cambiamento nei fattori che comportano la stagnazione della produttività italiana, vero traino della crescita di medio-lungo termine; a mio avviso quando il virus se ne sarà andato e tutti i settori torneranno a lavorare normalmente temo che la dinamica della produttività torni a convergere verso la linea piatta, con l'augurio di essere smentito dai fatti (sul tema della produttività e della competitività avevo intenzione di realizzare un lavoro parecchio lungo, in estate avevo iniziato a reperire i dati che a livello comunitario o sono abbastanza vecchi o sono ancora non reperibili - spero di trovare il tempo di rimettermi al lavoro una volta...).
La crisi sta colpendo soprattutto giovani e donne. I giovani in quanto generalmente più esposti ai contratti a tempo determinato che in tempi di secca sono sempre i primi ad essere tagliati (specie in questo periodo con la sospensione dei licenziamenti, seppur la CIG evita di scaricare il costo del tenere un potenziale addetto in esubero sull'impresa). Discorso simile per le donne che solitamente sono occupate proprio nei settori più interessati dalle restrizioni e dagli effetti della pandemia. Ciò è una grande differenza rispetto alle crisi del decennio passato che avevano interessato in particolare gli uomini, occupati nell'industria e nelle costruzioni, o in lavori ad alto valore aggiunto sottoposti a ristrutturazioni aziendali (su tutti il finanziario-assicurativo). Quindi in questo momento è assolutamente corretto continuare a sostenere i lavoratori più colpiti dalle conseguenze economiche del Coronavirus, per l'appunto già le categorie più deboli in generale.
Certi settori stanno andando meglio di altri. Per esempio le famiglie, in Italia come nel resto d'Europa, stanno spendendo molto in elettronica ed arredo casa, mentre latita la spesa per abbigliamento e calzature in questo ambito (allego immagine sull'andamento del commercio al dettaglio a Settembre per gruppi di prodotti) ed in generale anche quella per la ristorazione, l'andare al cinema, i viaggi ecc. - proprio quelle che andavano meglio prima del Covid. L'elettronica dobbiamo importarla, ma almeno il buon andamento dell'arredamento sta avendo riflessi positivi sulla produzione di mobili, sia per il mercato interno sia diretti all'estero. Certo, anche nel tessile allargato siamo molto forti e proprio la forte crisi che sta al momento vivendo questo settore sta rallentando la produzione industriale. È necessario incrementare le produzioni tessili ad alto valore aggiunto, leggasi quelle per le grandi griffe o per qualche mercato di nicchia. Plaudo quindi alla Toscana coi numerosi investimenti che sta ricevendo in questo settore. In generale le spese per servizi stanno segnando il passo a quelle per beni (l'opposto di quello che solitamente avviene durante le crisi economiche).
L'export si è ripreso molto bene in estate, tornando vicino ai massimi storici, come confermano i nuovi dati di stamattina. Sia quello agli altri paesi dell'Unione sia quello rivolto agli altri (le due categorie si equivalgono in valore, dopo l'uscita dell'UK). Addirittura in questi mesi abbiamo superato la Francia colpita dalla crisi dell'aereospaziale (sul sito dell'istituto di statistica francese nelle pubblicazioni sull'export hanno addirittura la voce "Airbus" per quanto è rilevante) come terzo esportatore dell'Unione dopo Germania e Paesi Bassi. Questo è un dato fondamentale e finora posso dirmi soddisfatto dall'andamento in questo ambito. In assenza di riforme che possano stimolare la crescita endogena, l'export è essenziale per l'evoluzione dell'economia italiana e rappresenta la più grande valvola di crescita potenziale di cui il nostro paese dispone. Certo, si potrebbe fare meglio se fossimo più competitivi, ma per il momento le cose non vanno male qui. Più aumenta la quota export sul totale della produzione delle imprese italiane più si lega l'economia nazionale al ciclo europeo e mondiale, consentendoci quindi di viaggiare al traino della crescita estera. Soprattutto ciò innesca un circolo virtuoso, perché per vendere all'estero le imprese devono essere produttive e non a caso il manifatturiero è l'unico settore che ha visto un aumento della produttività nell'ultimo ventennio. Positivo che si stia evitando quando successo nel 2009-10, ovvero che la ripresa dei consumi domestici fu nettamente maggiore della produzione ed allo stesso tempo molte imprese nei beni durevoli ed intermedi vennero definitivamente estromesse dal mercato e la loro quota finì in mano a produttori esteri, con un aggravio dell'allora disavanzo commerciale italiano, cosa non sostenibile per un'economia come la nostra.
In particolare con la Francia si era tornati alla crescita su base tendenziale già ad Agosto, a Settembre la maggioranza dei nostri partner commerciali ha incrementato gli acquisti da noi rispetto allo scorso anno ed anche con aumenti notevoli. Ovviamente vedremo un calo questo mese, ma l'importante è mantenere il momento acquisito, sperando che fuori dall'Europa continui ad arrivare il supporto visto ultimamente. Anche la Cina è stata molta importante per tale ripresa: a Settembre l'export italiano lì diretto ha segnato un incremento di un terzo rispetto ai valori dello scorso anno; stando ai dati preliminari cinesi ad Ottobre ha rallentato ma la crescita rimane a doppia cifra. E soprattutto sono un partner estremamente rilevante per la Germania, che vi esporta oltre 6 volte tanto quanto facciamo noi e quindi rappresentano uno dei traini della loro ripresa industriale e di conseguenza della nostra, visto che l'Italia da oltre 15 anni a questa parte vive i propri momenti di crescita proprio e solo quando è la Germania a carburare. Per inciso vedevo la scorsa settimana dai dati Coeweb (il database Istat coi dati dettagliati sul commercio estero, purtroppo offline questi ultimi giorni) che a Luglio rispetto allo stesso mese dell'anno scorso abbiamo importato ben 600 milioni di euro di prodotti tessili (che non comprendono abbigliamento ecc.) in più dalla Cina (leggasi: mascherine), per far capire l'enorme fabbisogno nazionale e la spesa a loro dedicata; fortunatamente a Settembre è iniziata la produzione di massa in due stabilimenti FCA come in altre imprese minori, che ci permetterà di limitare fortemente tale esborso di capitale dal paese. La sfida dei prossimi anni sarà ridurre il nostro disavanzo commerciale con loro incrementando sempre più il nostro export, possibilmente senza ricorrere a certi accordi a favore di media - ogni riferimento a fatti avvenuti è puramente casuale - che hanno poi poco effetto nella dinamica del commercio e possono invece rappresentare uno svantaggio reputazionale se non effettivo (stando agli accordi capestro siglati con qualche paese in giro per il mondo) nei confronti del nostro paese. In ogni caso ritengo (non che debba usare chissà quale intuito) che da qui a qualche anno la Cina sarà un partner commerciale sempre più rilevante per il nostro paese, e non solo, anche dal lato dell'export come dicevo sopra.
Per certi versi arriverei a dire che per la maggior parte dei settori economici la crisi del 2008-09 fu peggiore al netto dell'assenza dei primi due effetti tra i tre di cui parlavo sopra. Su tutti per l'industria l'edilizia. A Marzo 2009 la produzione manifatturiera toccò il -28% su base tendenziale, eppure nessuna industria era chiusa per decreto. Segnalo questo articolo di Startmag ed in particolare l'ultimo grafico allegato, che mostra l'entità della flessione e del successivo recupero. Certo per i settori della ristorazione, il ricettivo va infitinamente peggio, nessuna discussione su questo. Da un lato l'Italia ha fatto pochissime riforme strutturali rispetto a quel periodo, ma dall'altro perlomeno le banche sono molto meno esposto a prestiti, specie in settori che erano sovraesposti (su tutti l'immobiliare), l'economia nell'ultimo decennio ha affrontato un processo di sostanziale deleveraging e l'avanzo nelle partite correnti è stabilmente positivo, al contrario di dieci anni fa. A chi dobbiamo, per inciso, questo decente andamento? Piaccia o non piaccia, alla BCE ed ai suoi programmi di QE, ed in misura minore all'impegno dell'UE a supportare i paesi più colpiti (o meglio, quelli con un PIL pro capite sotto la media dell'Unione...) col Recovery Fund. Senza lo scudo protettivo che la Banca centrale ci sta dando indubbiamente la nostra situazione economica sarebbe molto, molto peggiore. In primis per colpa dei tassi di interesse e delle picconate degli investitori internazionali sulla reale sostenibilità del nostro debito pubblico. Per non parlare dei tassi di mutui che sono ora al minimo storico mentre al tempo con la crisi dello spread avevano avuto un forte aumento che aveva contribuito a bloccare l'immobiliare ed a soffocare i redditi delle famiglie con un mutuo acceso.
Ora, tutto bene quindi? Possiamo farlo più spesso di metterci qualche settimana in casa perché tanto tutto torna come prima? Assolutamente no, giusto se fosse in dubbio. In primis proprio per la faccenda debito pubblico. Continuo nei commenti.
submitted by Larelli to italy

Riflessioni su Conte, circlejerking e la tifoseria politica da stadio.

Vorrei fare un post con delle riflessioni personali un po' controcorrente, dopo aver visto i commenti postati nelle ultime 24 ore qui, così come su facebook e twitter (mai lo avessi fatto).
Mai mi sarei aspettato di dover fare un post in cui sembra che stia difendendo i due elementi della opposizione, ma ormai siamo qua.
Inizio con una premessa che farà storcere il naso a molti. Non ho apprezzato il fatto che il Premier abbia usato un canale istituzionale per difendersi dall'opposizione. Così come era indegno l'uso delle solite felpe da parte di Salvini quando ricopriva l'incarico di ministro dell'interno, trovo ancora più indecente il fatto che sia stato usato un canale istituzionale per le dichiarazioni che son state fatte, e come son state fatte.
Il Premier, si stava rivolgendo direttamente alla nazione, utilizzando un canale istituzionale. Non era al parlamento, non stava discutendo con l'opposizione. Poteva limitarsi a smentire quanto messo in giro nella nottata precedente dai due compari del cdx, al fine di rassicurare i cittadini, e rimandare le polemiche ai canali politici appositi: interviste televisive (come già fece qualche settimana fa), social, giornali e quanto altro.
Ritengo che i canali istituzionali non debbano diventare mezzi politici, ma questa è una mia personale opinione. Ricordatevi che se non si condannano questi comportamenti, qualche futuro Premier molto peggiore di quello attuale potrebbe ritenersi legittimato a fare lo stesso, trasformando i mezzi istituzionali in mezzi di propaganda.
Non solo: per come la vedo io, un Presidente del Consiglio, così come un Presidente della Repubblica (o il presidente di una repubblica presidenziale), rappresentano l'intero paese, e in quanto tali dovrebbero cercare di unificarlo. Gli atteggiamenti squallidi della opposizione non giustificano un comportamento che anzi che unificare, non ha fatto altro che fare alzare ulteriormente i toni e le barricate tra i due schieramenti, in un momento tragico in cui c'è bisogno solamente di unità. Chiudo la parentesi.
Per me, la nota negativa della conferenza stampa è rappresentata dal momento in cui, magari inconsapevolmente, magari per scelta, il premier ha detto delle falsità.
Qualche minuto dopo aver detto che "le falsità, le menzogne ci indeboliscono nella trattativa", riferendosi all'attacco dell'opposizione iniziato durante la notte precedente, durante la risposta al primo giornalista, diceva a sua volta delle cose non vere:
La conferenza stampa del premier Giuseppe Conte | 20:46
Se come dice lei è una trappola (riferendosi al MES)
Facciamo finta che il movimento 5 stelle non abbia per anni indicato il MES come uno strumento del diavolo, sul blog, sui programmi e in qualsiasi dichiarazione pubblica.
Continuava:
allora chi ha confezionato questa trappola, si assuma la responsabilità pubblica, ricordo che si è arrivati al 2012, c'era un governo di centro destra, non vorrei ricordare male, ma la Meloni era un ministro, quindi è stato confezionato, e si è arrivato a confezionare questo strumento che è una trappola, non dal sottoscritto, non da questo governo, è stato votato e ratificato dal parlamento
Andiamo per punti.

Approvazione in italia

Il Meccanismo Europeo di Stabilità in italia è stato approvato:
  • dal Senato della Repubblica in data 12/07/2012 (191 si, 15 astenuti e 21 no)
  • dalla Camera dei deputati in data 19/07/2012 (380 sì, 36 astenuti e 59 no)
  • dal presidente della Repubblica il 23/07/2012.
Eravamo nel pieno del Governo Monti, il cui giuramento era avvenuto in data 16/11/2011 dopo il voto di sfiducia e le dimissioni del governo Berlusconi IV.

Giorgia Meloni

La Meloni era ancora deputata della Camera nelle file del PdL, ma non votò a favore del MES, nonostante si tratti del periodo in cui PD e PdL votavano a favore per "senso di responsabilitàTM". Perché? Era assente per la votazione (come da tradizione).
Votazione Camera [Trattato di istituzione del MES] Ddl 5359 - voto finale - OpenParlamento
La vera storia di Giorgia Meloni e il voto al Mes | Bufale
Per far capire il basso livello della politica italiana: Conte ha detto una enorme inesattezza, ma la Meloni non può manco dire di aver votato contro o di essersi astenuta. Era assente, come capitato fin troppe volte.
Pur di non ammetterlo, risponde così:
Nel 2012 io non votai il MES, in dissenso col mio partito. Me ne andai e fondai @FratellidItalia. Quanti grillini avranno stesso coraggio se porteremo questione in Aula? Manterranno parola data agli italiani o la rimangeranno (come per l'alleanza col Pd) per tenersi la poltrona?
"Non votai", per lasciare intendere di essersi astenuta, quando in realtà, come visibile su openpolis, era ASSENTE. E il suo partito non è stato fondato nel periodo della approvazione del MES, ma mesi dopo.
Questo è il livello.

Lega

La Lega fu l'unico partito a votare contro, sia alla Camera che al Senato (assieme a qualche ribelle di Italia dei Valori e del Popolo delle Libertà). Non saprei se per disapprovazione nei confronti dello strumento, o più semplicemente, perché in quel periodo erano l'unico partito all'opposizione e spesso votavano contro.
Per completezze, aggiungo il link alla votazione al senato:
Seduta n. 764 del 12 luglio 2012 - Votazione elettronica

Salvini europarlamentare

Per curiosità ho anche cercato se Salvini avesse votato a favore durante la sua perenne assenza dal parlamento europeo. Questo perché nonostante non sia stato nominato direttamente da Conte per quanto concerne l'approvazione del Mes, è stato più volte tirato in ballo nei mesi scorsi (da Calenda nei mesi scorsi, dai 5 stelle durante le bagarre in parlamento a dicembre 2019, nei vari inoltroni sui social dei 5s con le immagini con caratteri cubitali si dice che salvini e la meloni votarono a favore del MES).
Premesso che ricordo ben poco sul funzionamento del parlamento, e mi sono dovuto basare principalmente sulla ricerca e la lettura di mille link e qualche articolo online. Per cui, nel caso stessi riportando inesattezze, vi invito a correggermi.
Questa dovrebbe essere la risoluzione con la quale si gettavano le basi per la creazione del Meccanismo Europeo di Stabilità, andando ad approvare delle modifiche al TFUE.
sul progetto di decisione del Consiglio europeo che modifica l'articolo 136 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativamente a un meccanismo di stabilità per gli Stati membri la cui moneta è l'euro (00033/2010 – C7-0014/2011 – 2010/0821(NLE))
E questo dovrebbe essere il risultato dei voti:
Annex 2 - Result of roll-call votes Date :23-03-2011
Salvini, come da buona tradizione, era assente. Erano tuttavia presenti altri leghisti, che mi sembra di capire che votarono contro.

Governo Berlusconi

C'erano delle verità in quanto detto da Conte? Ni.
La discussione che ha portato alle modifiche del TFUE e alla nascita del MES, risalgono a fine 2010, come testimonia il documento del consiglio europeo del 16-17 dicembre.
IL 25 marzo 2011 (due giorni dopo la votazione del parlamento europeo), in pieno governo Berlusconi, durante il consiglio europeo tutti gli stati membri firmavano la modifica al TFUE con cui si avviava il processo di istituzione del MES, ovvero l'aggiunta all'articolo 136 di:
"Gli Stati membri la cui moneta è l'euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell'ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità."
I dettagli di come avrebbe operato il MES venivano però definiti col trattato con cui si istituisce il meccanismo europeo di stabilità, firmato poi durante il governo Berlusconi in data 11 luglio ma non entrato in vigore. Veniva infatti modificato e la nuova versione è stata firmata il 2 febbraio, ossia durante il governo Monti.
Quindi ricapitolando: la discussione e la nascita del MES è avvenuta durante il governo Berlusconi, la firma del trattato di istituzione che ne definiva i dettagli e la approvazione alla Camera, al Senato e del PdR è avvenuta durante il governo Monti (con i voti favorevoli di PdL e PD, ma non di Lega, Salvini e della Meloni).

Fine Rant

Mi piacerebbe che si iniziasse ad analizzare le dichiarazioni e i comportamenti della nostra classe politica con razionalità, senza farsi influenzare dal proprio credo politico, e soprattutto, che si iniziasse a condannare i comportamenti scorretti e le falsità dette da entrambe le parti e non solamente di quella che si trova al lato opposto del proprio credo politico.
Abbiamo giustamente condannato Salvini quando furbescamente diceva che i 400milioni per la spesa per le persone più povere andavano divisi per 60milioni. Lo abbiamo criticato quando da ieri, insieme alla compare, diceva che era stato attivato il meccanismo europeo di bibbian stabilità* (e su questo apro una parentesi su Gualtieri nei commenti, dato che questo rant è già fin troppo lungo). Ora il premier si abbassa allo stesso livello sui canali istituzionali, durante un discorso alla nazione, e il sub si riempie di "mi sto scartavetrando lo zampone col santino di Conte stampato a 600dpi in quadricromia sul retro di una autodichiarazioneTM".
La tifoseria irrazionale nei confronti di uno o dell'altro schieramento, che tanto si critica all'utente medio di facebook, non porta da nessuna parte. Soprattutto quando da decenni siamo amministrati da una classe dirigente indegna, che affossa il paese alternando periodi di austerità folle ad altri di spesa pubblica folle.
Ne abbiamo l'esempio in questi giorni:
  • da un lato abbiamo un PD che sarebbe prontissimo ad implementare nuovamente misure di austerità che strozzerebbero il paese, senza considerare gli effetti visti in passato
  • dall'altro abbiamo Lega, FdI e M5S che fanno a gara a chi urla più forte contro il MES, al punto che sembrano pronti a rinunciare anche all'eventuale MES senza condizioni per le spese mediche, se dovesse rivelarsi realmente così.
E in tutto questo, invece che cercare di convergere verso soluzioni comuni per il bene del paese, abbiamo una sempre maggiore polarizzazione della politica. Sempre più spesso mi sembra che anche da noi si stia giungendo al dialogo politico tipico degli USA degli ultimi 5 anni, nel quale:
  • se sei Rep, la CNN è fake news, e i Dem son tutti dei cornutirazzistiversogliamericaniTM.
  • se sei Dem, Fox News è fake news e tutti gli altri sono biancosuprematistiomofobiTM.
Ovviamente, a seconda della propria ideologia, ci si chiude nella propria bolla, circondandosi di persone che le pensano allo stesso modo, evitando qualsiasi confronto che invece dall'alba dei tempi è l'unico modo per risolvere i conflitti e trovare delle soluzioni. E in queste bolle, non c'è mai nessuno che stimoli la discussione portando un modo di pensarla diverso dal proprio, perché viene deriso/downvotato/cancellato.
E per capire quanto questo atteggiamento sia improduttivo, basta controllare chi sono i due probabili candidati che si contenderanno le prossime presidenziali (e chi erano i due delle precedenti presidenziali).
Se a tutto ciò aggiungiamo i giornali, che da una parte si ergono a unico baluardo contro l'informazione, dall'altra fanno a gara a chi pubblica per primo la notizia non verificata per infiammare la discussione politica (editando o cancellando poi tali notizie, silenziosamente), abbiamo chiaramente la ricetta per un disastro.
Tutto ciò sinceramente mi spaventa sempre di più. Non vedo come si possa sperare di ottenere una classe politica decente e con un progetto politico concreto, in un paese in cui la politica è polarizzata al punto da aver completamente cancellato ogni forma di dialogo, sostituendolo con una gara a chi urla più forte.


Tl;dr: lungo rant, procedere con cautela.
Edit: Un ringraziamento a chi mi ha donato il Gold, e a chi mi ha donato il Silver. Ma soprattutto, un ringraziamento a chi ha avuto il coraggio di leggere questo muro di testo, e partecipare a questa discussione.
submitted by ButtaViaColVento to italy

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